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Il futuro della business intelligence: cosa ci aspetta nel 2018

venerdì 16 febbraio 2018

Il 2018 è appena iniziato ma le aziende di tutto il mondo sono già a caccia di nuove opportunità nella business intelligence da poter cavalcare e con cui superare la concorrenza. Vi abbiamo già parlato dell'importanza dei big data, vi starete chiedendo come valorizzarli e trasformare la quantità dei dati in qualità.

Ad esempio, avrete sentito parlare di apprendimento automatico o di multicloud, oppure almeno una volta avrete formulato una domanda a Google e sperimentato l’NLP. Infatti, come annunciato da Tableau, questi sono solamente alcuni dei trend tecnologici di cui sentiremo parlare nel 2018.


Scopriamo insieme le principali novità di quest’anno.



Il machine learning come supporto all’analisi

L’apprendimento automatico è già un supporto per gli analisti, e lo sarà sempre di più, permettendo loro di dedicare il tempo speso fino ad oggi in intricati calcoli matematici all’esplorazione di flussi di dati per ottenere risposte più precise ed efficienti alle domande di business, attuali e future.

La mente umana rimane tuttavia insostituibile: è la sola a poter comprendere se sono stati applicati i giusti modelli e quali input ed output sono stati prodotti.

Per G&O scavare nei dati significa guardare attraverso diversi livelli di informazioni. Ci occupiamo ad esempio di text mining, un tipo di analisi che “scava” in testi non strutturati come pagine web, documenti, e-mail per una classificazione tematica delle informazioni contenute nei documenti.

Il ruolo della self service analytics è sempre più importante: con il supporto di Tableau, che ha da poco rilasciato la versione 10.5 della sua piattaforma, costruiamo dashboard che rispondano a criteri di efficacia nella visualizzazione dei dati ma soprattutto accessibilità a qualsiasi tipo di utente.

Più dati per tutti: spazio a team interdisciplinari

La facilità di utilizzo delle piattaforme tecnologiche apre le porte a risorse con capacità non necessariamente tecniche.

Saper raccontare una storia con i dati ha un valore inestimabile per le aziende. Grazie ad un team di professionisti con competenze diversificate che spaziano dal settore scientifico a quello umanistico, rafforziamo la sfera analitica con l’arte dello storytelling e della persuasione.

In più, quando i dati sono caratterizzati da una dimensione “spaziale”, contestualizzarli e interpretarli è più facile.

L’unione del dato alla mappa può raccontare relazioni e fenomeni spesso inosservati.

Il valore aggiunto dalla “localizzazione delle cose”

Gartner ha previsto che entro il 2020 ci saranno circa 20.4 miliardi dispositivi IoT connessi online. La localizzazione non è solamente una dimensione geografica ma un valore aggiunto che molti ancora sottostimano.

 L’elemento “dove” trova in G&O la massima valorizzazione nella tecnologia GIS e nell’analisi territoriale, ormai indispensabile per incidere sul comportamento e la fedeltà dei clienti.

Sfruttando i software GIS è possibile combinare informazioni di diversa natura riferendole al territorio, fornendo uno strumento oggettivo di supporto alle decisioni, per qualunque tipo di azienda.

 

Per usare le parole degli esperti Tableau “le tecnologie di oggi potrebbero non essere del tutto adeguate domani”, adattarsi a questo cambiamento è una sfida che non tutte le aziende sono pronte ad affrontare: e voi, sapete già qual è il livello di maturità della vostra azienda?