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Un mondo di Big data: cosa sono, a cosa servono e trend per il 2018

venerdì 26 gennaio 2018



Il mercato dei big data è in continua evoluzione e si prevede che entro il 2020 varrà 203 miliardi di dollari.

Le aziende sono ormai consapevoli dell’enorme quantità di dati a disposizione e già da tempo affrontiamo con i nostri clienti una nuova sfida: come sfruttarli e proteggerli al meglio.

Facciamo un passo indietro.



Cosa sono i big data e perché sono importanti

Una ricerca su Google, un messaggio su Twitter, la scansione di un codice a barre, le immagini di una telecamera di sorveglianza. Tutti questi elementi sono una fonte di dati che possono essere collezionati, analizzati e monetizzati.

Per definizione i big data sono un ingente quantitativo di dati non strutturati e di diversa natura che necessitano di essere processati a ritmi sostenuti o in tempo reale.

Si caratterizzano per questo per volume, varietà e velocità.

Distinguiamo tre principali fonti:

  • i flussi di dati generati dall’interazione umana sui social network, dalle piattaforme di e-commerce, i siti di recensioni o multimedia sharing;
  • i dati che raggiungono i sistemi IT da una rete di dispositivi collegati. Sorgenti quali sensori GPS, IoT, RFID, centrali di monitoraggio di eventi meteorologici, strumenti scientifici e quant’altro;
  • dati provenienti da fonti pubbliche, dati governativi e open data.

Le aziende sprecano il 40% del loro budget di marketing in un uso inadeguato dei dati a loro disposizione.

A chi ci chiede come utilizzarli in modo efficace, suggeriamo di focalizzarsi primariamente sugli obiettivi di business.



Gli investimenti nel digitale nel prossimo futuro saranno focalizzati a raccogliere informazioni sull’interazione dei clienti in vari ambienti: dai dispositivi touch posizionati nei negozi, alla ricerca di un brand nei siti di e-commerce con l’utilizzo di chatbot virtuali. Lo scopo è profilare i gusti degli utenti e creare esperienze sempre più uniche e personalizzate.

Le opportunità del machine learning

Chi è proiettato in questa direzione conosce le opportunità offerte dal machine learning.

Con l’utilizzo di un algoritmo di calcolo è possibile comprendere l’andamento dei dati utilizzati come input in un processo, per predirne i probabili output. Pensate a ciò che succede quando fate acquisti su un sito online. Qualche giorno dopo vi vengono suggeriti prodotti simili a cui potreste essere interessati. Oppure quando fate una ricerca su Google. Digitando in modo errato una parola vi viene restituito come risultato quella corretta. Più dati vengono analizzati dal sistema, più il modello di previsione “impara” e diventa accurato sulla base delle nuove informazioni raccolte.

Tradurre dati provenienti da diverse fonti in informazioni strategiche consentirà di comprendere meglio i gusti dei consumatori e adottare strategie di marketing mirate ad anticiparne le esigenze.



 Le sfide future

  • Più sicurezza sul fronte privacy. La nuova sfida è capire quali pratiche adottare per far sì che questa grande mole di informazioni venga “trattata” in modo adeguato. Entro maggio 2018 le aziende dovranno mettersi in linea con le nuove norme sulla Data Protection. Il GDPR, General Data Protection Regulation , è il regolamento Europeo a cui uniformarsi per potenziare ed omogeneizzare la protezione dei dati personali dei cittadini dell’Unione.
  • Trasformiamo la “quantità” dei dati in “qualità”. Strumenti di business intelligence come Tableau consentono di valorizzare le informazioni attraverso la “visualizzazione”, trasformando utenti non esperti in analisti.

 

Preparatevi a cogliere i vantaggi di un 2018 sempre più “data-driven”. Una gestione efficace dei “Big data” richiede la consulenza di esperti del settore: contattateci, senza impegno, per scoprire le nostre soluzioni.